mercoledì 28 settembre 2022

Recensioni (im)possibili: Moonage Daydream


 

Non è un documentario Moonage Daydream – titolo della terza traccia dell’album Rise and Fall of Ziggy Stardust and Spiders from Mars.

Moonage Daydream è un’opera dai tratti cosmogonici per la sua sorprendente vastità, che esplora l’universo Bowie, seguendo il Duca Bianco nella visionaria linea della sua esistenza.

Moonage Daydream ci trasporta, grazie sì al supporto documentaristico ma soprattutto, grazie a un gusto del tutto cinefilo, nel viaggio galattico della visione.

E se la carriera prolifica dell’artista ci dà accesso all’uomo Bowie, impressiona una certa stampa britannica e non, sul come ossessionasse la persona.

Lontano, Bowie, da ogni tipo di etichetta e definizione, sessuale, estetica da un lato, dall’altro emerge l’uomo con le sue inclinazioni verso il mondo, tutto, che ha esplorato e conosciuto.

L’uomo David Bowie, in altre parole, così come ci racconta Brett Morgen, il regista, era un uomo sì solitario, fedele a ciò che dichiarava, ma collettivo e disperso nel mondo.

“Non ho mai comprato una casa” dice Bowie in un'intervista.

Il senso della collettività dell’uomo Bowie vibra attraverso le sue opere, i suoi dipinti, i suoi video, oltre che nella sua irripetibile produzione musicale.

Riflessione e ricerca sembrano essere il leit motiv del lungometraggio, calibrato, nel suo ipnotico andirivieni di musica e immagini, che restituiscono la crescita e l’evoluzione dell’artista e dell’uomo.

Dissacrante Bowie: “Queste scarpe sono scarpe bisessuali?” 

Parafrasando uno stralcio del film, ma la sua risposta non cede il passo e risponde: "Sono solo scarpe, sciocco”.

E se possiamo intarsiare un tocco di straniamento nel rapporto di Bowie col mondo, è indubbio che a sottenderlo troviamo una forte spiritualità, mai assoluta, mai individuale ma sempre rivolta all’esterno, in un movimento fatto di empatia e imprescindibile curiosità.

La consacrazione di idolo del rock che arriva da un pubblico tanto vasto quanto intergenerazionale, gli dona, gli si puntella addosso con garbo, e con una sconfinata bellezza.

Emiliana Chiarolanza


 

 

  

giovedì 8 settembre 2022

Filastrocca del Conero


Sul Conero c’è un nido d’uccelli

Che accoglie tutti anche i pipistrelli,

il treno giù oltre la montagna

lo guarda da lontano 

dalle strade di campagna.

Il mare poi è azzurro terso

Che la barca ci naviga a tempo perso

Si arriva in una spiaggia isolata

Dove l’acqua sembra ancor più salata.

Di crostate ne ho mangiate in quantità

Al cioccolato e mandorle, preparate dalla comunità.

C’erano cani, gatti e una pecorella

Senza dimenticarci però della paperella.

Un viaggio divertente

In mezzo a tanta gente

Le stelle hanno brillato

Su tutto il Conero incantato.

 

Emiliana Chiarolanza

Un eco sul blu

                                                            La terra che ci si mostrava in lontananza e che scorgemmo dalle punte delle ...