Sulla
mia pelle, il lungometraggio girato da Alessio Cremonini (
regista di Border nel 2013 e co-sceneggiatore di Private di Saverio Costanzo)
presentato a Venezia 75 ricostruisce la settimana di prigionia di Stefano
Cucchi, deceduto in carcere nell’ottobre del 2009.
Film claustrofobico, intimo e calibrato nelle sue
parti, Sulla mia pelle, è interpretato
da Alessandro Borghi che, nel ruolo di
protagonista, spinge il personaggio nelle retrovie della sua psicologia,
delineandone gli aspetti più introversi
e problematici.
Sulla
mia pelle esplora un campo minato tra le negligenze e
gli abusi di un’italietta dove è difficile ricostruire con raziocinio ciò che
accade.
La storia e le sorti di Stefano Cucchi, con la loro
urgenza narrativa, determinano un clima di silenziosa agonia, un calvario
difficile da rappresentare se non nel corpo umiliato e leso di Stefano.
Il ruolo della famiglia, Jasmine Trinca è Ilaria
Cucchi sorella di Stefano, e il legame che li stringeva, sono
rappresentati con tutta la tenerezza del caso, lasciando emergere quel passato
di eroina di Stefano, difficile da metabolizzare e con cui fare ancora i conti.
Un bell’ esempio di cinema civile, Sulla mia pelle di Alessio
Cremonini, con la responsabilità di
rappresentare e dare voce e corpo a un fatto vergognoso della cronaca italiana, e su cui rimane la coscienza di stringersi
intorno a chi, tra le file dei senza appello,
non ha avuto il riconoscimento dei propri diritti.
Emiliana Chiarolanza

