Scena 1
Interno giorno
La luce illumina
fioca il volto sprofondato tra le coperte di Giorgio. Il girasole ai suoi piedi
è vigoroso e giallo e si contrappone al bianco della coperta.
Lo specchio opaco.
Giorgio si alza dal
letto e con cura si pettina allo specchio che riflette la sua immagine a tratti
così scurita dalle chiazze che macchiano l’immagine riflessa.
Il nodo a farfalla,
ed ecco che indossa il suo papillon, pronto per uscire.
Con cura sistema le
sue cose in un piccolo sacco da mettere in spalla, la stessa immagine che gli
ripercorre la mente mentre se andava via qualche giorno prima da un viale
alberato.
Scena 2
Flash Back
Una settimana prima.
Giorgio è intento a
passeggiare con Ada lungo il viale alberato. I due discutono sommessamente sul
da farsi della giornata e sui loro figli.
Giorgio
Mi sembra di non vedere mio figlio da qualche
anno
Ada
Da quando parliamo sarà venuto un fine
settimana su quattro.
Giorgio
Ha molto da fare, sai il lavoro, la famiglia
Ada
e Giorgio parlano senza convinzione, di chi da fiato alle parole per riempire
il vento di sé.
Panchina
in giardino
Giorgio
scrive, appunti e pensieri su un diario malconcio che porta con sé. È
interrotto dal suono di una campanella che lo richiama in sala.
La
sala, poco illuminata e sovrastata dallo schermo televisivo, si apre a
semicerchio.
Agli
anziani della casa di riposo viene somministrata la medicina che vien deglutita
non senza ombre di scetticismo e sconforto.
Anche
Giorgio prende la sua medicina e poi torna al viale sulla sua panchina in
compagnia di un infermiere e lì riposa.. chiude gli occhi.
Si
fa sera e uno spettacolo teatrale intrattiene gli ospiti con le loro famiglie,
è domenica ed è giornata di visite alla Casa.
Giorgio
è con Ada e i nipotini di lei, non senza malinconia scorge dalla finestra la
panchina sovrastata da centinaia e centinaia di foglie mentre gioca e corre a
prenderle come preso da un moto dell’infanzia.
Anche
i ricordi sono sbiaditi e tornato in camera guarda il filmino della comunione
del primo figlio… mentre torna a scrivere la lettera.
Cara
Principessa,
il
tempo lo sai ci inganna e ieri come oggi mi sembrano identici ai tuoi occhi a
volte stanchi che mi guardano mentre ti racconto storie inventate per farti
addormentare.
Giocare
con la fantasia è ciò cui tengo maggiormente in questi giorni di primavera
ancora fresca che mi separano dalle albe del mare, troppo lontane ancora.
Ritornare
alla luce del mare che schizza coi pesci è ciò che un capitano come me può
desiderare.
Alla
mia età i sogni sono il presente…
Scena
3
È
alba e Giorgio varca la soglia della sua stanza lasciando la lettera sotto la
porta di Ada.
Scena
4.
Esterno
giorno.
Il
vocio della strada.
Napoli,
quartiere Montesanto.
Le
strade come strettoie si diramano portando Giorgio per sentieri inesplorati e
caotici, ridente di vita si accosta a un porticato.
Scena 5
Fine
flashback
Giorgio
riordina le sue cose nel sacco e lascia il porticato che lo ha ospitato per la notte.
Un
clochard come e tra tanti che si getta nella folla.
Accostatosi
a una stradina che porta alla centrale piazza adiacente ecco che Giorgio si
riordina il fiocco e con garbo alle passanti porge il suo cappello: «
Buongiorno qualche spicciolo per un caffè?»

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