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Pièce autobiografica di Almodòvar, Dolor y gloria
riflette il percorso esistenziale e personale dell’autore che con balzi
all’indietro e un piede in un presente a tratti angosciante, ripercorre pezzi
di vita personali in una sovrabbondanza di emozioni e nuove consapevolezze di
vita.
Salvador Mallo, il regista interpretato da Antonio
Banderas è invitato alla visione del suo film Sabor, restaurato. Decide allora
di rivedere il protagonista del film Alberto (Asier Etxeandia) che non vede dal
termine delle riprese.
Lo stupore di Alberto e l’amaro di un’amicizia
interrotta sezionano il passato in frammenti di ricordi sparsi prima di
riunirsi come in un puzzle in una visione unitaria che soltanto alla fine del
film prenderà forma, in un discorso meta cinematografico dove Penelope Cruz
intarsia un’interpretazione post neorealista
il ritratto di una donna di un passato ancora da metabolizzare.
Stati alterati di coscienza di Mallo e Alberto e l’intreccio di vita e spettacolo
inteso non come spettacolarizzazione estetica ma come riproduzione coscienziale
utile a una collettività, come esperienza – simbolo da comunicare agli altri,
ecco che il passato torna a bussare alle porte fino alla tenerezza
dell’incontro finale con un amore del passato.
Il valore della scrittura, allora, in un racconto,
che nell’unicità del personaggio, ritrova una coralità non omogenea fatta di
voci soliste che non si eguagliano.
I personaggi di Almodòvar seguono l’epilogo della
scena come giusta soluzione a una varietà di sistemi emotivi che compongono la
scena di Dolor y Gloria.
Lo stesso Salvador si cerca attraverso le persone in
una circolarità quasi fatale ma che riesce a donargli una nuova forza, una
nuova linfa.
L’importanza dell’altro, allora, come specchio e
come diversità che non spaventa e non spodesta ma continua a incuriosire perché
parti di una narrazione globale.
“Non sei stato un buon figlio” rivela una madre
affannata e stanca come se l’arte lo avesse adottato in una nuova famiglia,
consacrato in un nuovo abito lontano dal mondo rurale con cui sta trattando una
pacificazione.
Un’esortazione a cercare la propria strada anche se
lontana dai dettami familiari e sociali? Lo slancio libertario che sempre
contraddistingue Almodovar è presente come non mai con un Banderas
meraviglioso.
Da vedere.
Emiliana Chiarolanza
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