Adunata!
Tra il primo
e l’ultimo giorno,
continua un allarme su un assedio,
e mi avvio al cantiere
ma da dove incomincio?
Mi ripulisco da questa città,
con i capelli ricresciuti
e in questi preparativi
mentre mezzo nascosto dietro un albero
mi pari denutrito e un po’ burino
senza scarpe ai piedi,
mi metto a tremare.
La nebbia di un porto
Sulle cose bianche
È la città della peste.
Non corro più infatuata sul corridoio
Questo microfono
Stammi a sentire
Non canta più.
Raccolta nella mano della piazza
È il colore sui kilometri sotto la stella della
fanciulla.
Mi disperdo
E sulla strada di Socrate fermenta il miele,
La sua morte ti annoia.
Emiliana Chiarolanza

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