Who
do you love best?
A
chi vuoi più bene?
Who do you love best? – A chi vuoi più bene – è un
progetto che parla dell’infanzia, dei suoi simboli e della sua tenerezza.
Come si evince dalle immagini è il colore il
protagonista indiscusso, che cambia, si evolve, si aggroviglia e distende
proprio come i volti dei bambini.
La scelta è senza dubbio condizionata dall’età e
dell’epoca dell’infanzia della mia generazione, ciò detto, credo che alcune
simbologie siano trasversalmente condivisibili da più generazioni, e se così
non fosse, allora ecco che forse il colore potrà fare da ponte
intergenerazionale.
Il punto non vuole essere un “amarcord” desolato
quanto piuttosto un focus su quelle caratteristiche che appartengono
all’infanzia di tutti come la curiosità, l’apprendimento, il gioco e la
socialità.
Le foto si suddividono in due categorie: bianche e
rosa, alle bianche appartengono le immagini dello scarabocchio, il pesciolino,
il puzzle, la TV e le bolle di sapone; mentre dalla parte del rosa troviamo:
l’albero, i birilli, il palloncino, e la sedia, una classificazione data dalla
declinazione di questi due colori principali e anche un poco casuale.
Il gioco emotivo che sottende l’immaginario e la
simbologia delle foto è molto personale ma estendibile e di facile intuizione.
La bambina che ero e l’infanzia tutta è racchiusa in
quella caramella che ne rappresenta le sembianze, la presenza e la dolcezza.
Il titolo Who do you love best – A chi vuoi più bene
– era una domanda che da bambina mi facevano in molti, chiedendomi di scegliere
a chi volessi più bene tra genitori, zii, amici, e nonni, una domanda di
difficile risposta e che è rimasta vuota.
Buona visione
Emiliana Chiarolanza
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