Fiori
d plastica
Il fiore si sa è un’entità carica di simboli….
Simbologie varie, chi non ne conosce qualcuna, la rosa gialla e la rosa rossa…
la gelosia e la passione, la viola del pensiero…l’orchidea …possiedo…si ce
l’ho, un libro sui messaggi dei fiori…
l’ho anche letto, come leggo tutti i valori nutrizionali sulla scatola dei
biscotti e le ricette possibili suggerite dalla premurosa azienda che non teme
l’antagonismo casalingo…
Fiori e biscotti... un bel modo di iniziare la
giornata mentale, sostengo il consumo dell’energia rinnovabile e leggo il
giornale…è una domenica di prima estate ancora non rinvigorita di traffico e
serrande calate …
La tecnologia risolve i problemi. Almeno così si
dice nonostante l’individualismo metodologico… per chi abbia letto qualcosa di
Ayn Rand. ma senza divagare. I problemi ci sono. I fiori seccano e i biscotti
pure.
Girovago nel folklore partenopeo e approdo al bar
equo e solidale di Bellini e m’imbatto in un fiore di plastica, lo voglio rubare
perché sia senso di ciò che mi nego,
l’odore, l’acqua, la caducità… negarmi a questa bolletta e ridere di un
giocattolo che poi posso riciclare.
Il fiore di plastica come negazione di un prato e
come rimando esistenziale, fallo tu per me perché io non ho abbastanza
coraggio. Non mi va di parlare dei fiori di plastica.. non hanno senso ma li
voglio rubare perché non è romantico, non è importante, non è neppure ecologia
se non li ricicli.
È l’idea che
distrugge il simbolo… che facessi se ti regalassi un fiore di plastica? Forse
toccheresti ferro, forse rideresti per un’incongruenza logica ma se dicessi che
l’ho rubato allora apprezzeresti il mio coraggio.
Perché ho rubato una cosa inutile e neppure bella
per tanti… si i fiori di plastica non vanno acquistati vanno rubati perché
rubano l’essenza della natura…
Il fiore di plastica è la mondializzazione, i
benefici dello sfruttamento della materia, la trasformazione.
Non parlano d’amore, non affermano un gesto né un
sentimento affermano la povertà d’intenti. …
E dunque il fiore non l’ho rubato quella mattina, ma
ho comprato un alberello da piantare per pagare la bolletta, per non avere la
pretesa di vivere in un grattacielo nel deserto, per non volere la neve in
Africa e per riagganciarmi a quel problema iniziale che i biscotti seccano e i
fiori profumano per un po’.
Emiliana Chiarolanza

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