martedì 26 giugno 2018

Periferia



Dopo il fumo della città, con le sue luci e i suoi bagliori veniamo noi.
Ai bordi ci muoviamo nella periferia, scaltra, umida, afosa e tremendamente camminiamo.
Il silenzio si dipana come corda stirata sulla bocca e nelle voci sommesse che tiriamo fuori tra il vociare dei più, mi accorgo dei dettagli, delle cartacce ai bordi delle scuole, dei lampioni oscurati, dei migranti intenti ad arrostire carciofi ai lembi della strada.
Mi rappresento in un qualche modo al di fuori di qui, sotto le cascate di voci di estranei si rappresenta la periferia dei sentimenti… perso il letto del fiume si aspetta una foce per navigare gli sconfinamenti del mare.
Ma non c’è un mare nella periferia e quel brusio continuo di ossa e cappotti che si strofinano all’aria mi accoglie in una desertica zona di me.
Che facciamo
Dico
Andiamo al cine
Va bene
In un concisa e esatta armonia di intenti proseguiamo
Lo stronzo di turno mi taglia la strada
Le adolescenti nigeriane si scaldano e intorno il fumo del fuoco succedono cose, che non rappresentano altro se non una serie di segni indelebili, nella memoria mia che è il tuo adesso.
Il succinto abito alla vita descrive un corpo infantile poi sbirci nella macchina dove siedo io e ci eludiamo l’una all’altra la possibilità di vivere, ti tolgo qualcosa, mi togli qualcosa.
Ogni semplice rapporto nasce da un bisogno, mi dico
Ogni sorriso nasce dal suo appagamento, penso.
Torniamo presto
Dico
Sei stanca
Nei miei giorni, sovraccarichi di esperienze, denudo lo sguardo dalla forza dei ricordi  perché l’oggi accada con la stessa facilità.
Cosa vuoi dire, dico tra me
Voglio spiegare che è difficile dare un senso al degrado che mi ostino a descrivere senza che ne sia parte
Partire ancora
Rimanere nella contraddizione
Chiudo una sigaretta.
La strada lieve riprende il suo corso. E’ tardi.  L’oscurità della via spezzata dai fari che proseguono verso la tua casa.
Il sapore del tabacco e l’ordine nuovo da dare alla parte di mondo, alla periferia che attraverso con te.
Emiliana Chiarolanza
immagine D. Arbus

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