venerdì 29 giugno 2018

Dogman un film di M. Garrone… recensione





“Valere per il pensiero classico è essere insostituibile in un processo di scambio”, così scrive Foucault ne Le parole e le cose, perché valore, perché Dogman.?

La storia del canaro della Magliana, la storia di Pietro De Negri è interpretata  da Matteo Garrone come un sistema di valori che vengono via via negati da Simoncino, Giancarlo Ricci  nella realtà,  interpretato da Edoardo Pesce.

Simoncino è l’Altro, ma anche un reticolo di necessità ovvero ciò che il canaro, Marcello-Fonte, si sente ed è privato  dal godimento e il consumo delle proprie necessità.
I soldi, l’amicizia, il rispetto.
A causa di Simoncino, Marcello, il canaro, verrà escluso dalla comunità
“ buona” della Magliana e Garrone insiste sull’aspetto ambientale come caratterizzante nell’uccisione di Simoncino.
Acquistare valore per gli altri in un movimento però intimista, quasi onirico, che si distacca dal reale stato delle cose.
Marcello abbassa il prezzo del proprio valore fino al rovesciamento finale, situazione in cui le regole si capovolgono e Marcello imprigiona e uccide Simoncino. Ciò manifesta il precario equilibrio tra la legge del desiderio e l’ordinamento delle cose, che a un certo punto del film prende il sopravvento sull’ assetto precedente che ordinava la vita del Canaro.
Dogman è un film da una forte impronta visiva. La  corporeità dei personaggi imprime una classificazione, una tassonomia di valori, un semplice elenco di cose  con cui Marcello si scontra e alla fine si ribella.
Non penso sia adeguato seguire la scia del buono e del cattivo bensì l’esperire come cogliere la compattezza di una realtà, e potentemente realizzarne un’altra.
Marcello trabocca fuori di sé o in effetti realizza una ribelle visione dopo lo schiacciamento esistenziale subito?
È un western urbano Dogman?
Come in Cane di paglia di Sam Peckinpah, anche qui assistiamo all’esplosione della violenza da parte del più debole con una variante, Marcello attinge a un’anima dimenticata, all’impensato che poi agisce.
Ben strutturato e intenso, da vedere.
Emiliana Chiarolanza




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