mercoledì 27 giugno 2018

Fogli al vento.... Sani Beach (Grecia)






Sani ha una densità luminosa di un’apertura vastissima,  si inciampa senza scosse nei  pulviscoli del suo bagliore e mentre  una nuova  cupidigia si desta sulla bocca, per lo stomaco non son che  bollicine, centinaia di bollicine chiuse in borsa.Sulla pelle  invece, come ovatta nella terra,  i pulviscoli sbocciano in scure e rinnovate  gradazioni di colore.La mente ahimè, polemizza, la vista, così sfarzosamente abbagliata, si abbandona al riposo e divaga dalla colonia di formiche che sul fare del pomeriggio si inoltra oltre la muraglia verde della roccia per procedere verso l’area desertica di quella parte di sabbia che infelicemente condividiamo.

Con turbante e borraccia si spargono e si sparpagliano, attente investigatrici anche delle insenature di un corpo al sole che pungolano di tanto in tanto  senza alcuna forma di snobismo.

Alle 5 de pomeriggio, persone nuove, dopo la partita col sonno, rovesciano cose e si disperdono da piedi a capo nelle onde che piallate dalla conca della rupe, dirigono flebilmente il peso sulla riva ghiaiosa, a tratti ruvida.

Escluso il processo digestivo, in giro pochi e pochissimi clichè di sorta,  e questa è una abbagliante verità, una radio a breve distanza  trasmette i classici italiani degli anni ’60, nel dettaglio, Sapore di sale.

In piena coerenza con note e parole di Paoli, trasferisco unguenti sulla cute, anche in difesa di una certa moltitudine di insetti  che accorrono all’odore di un  prosciutto cotto del discount, del fruttosio  dell’uva, della  pera che sa di nulla, soltanto le sigarette li  allontanano,  e allora fumo,  con decisione e veemenza  al gusto dolceamaro dell’autan in spray che una volta ingerito sa di fragola.Sul fondale  un pesce pettine nuota con due pesci rossi, però, questo autarchico ermafrodita, sprizza di socialità.

I saniani invece no, e al lido non fanno molte docce e non mangiano troppi gelati, non sono neanche tanto coatti, birra in spiaggia a parte.Da brava pasoliniana in nuova voga, quest’anno c’ho un bikini pajette  viola  per sentirmi  in armonia con Ostia e il suo coatto e cotillon  senza clichè ovviamente, ma non discuto dell’aureo rapporto doccia-calippo, è assolutamente un surplus, e poi comunque anche a Sani un po’ di Pasolini c’è, “Turchi in Friuli” ci sono stati, li trovi ai bordi dei bar che si raccontano le loro avventure così, tra una sigaretta e l’altra, tanto per scacciare gli insetti.Una cosa la noto, l’immediato non è cosa da vacanzieri di Sani, la musica house si ascolta con attenzione a  timpani  spianati, semmai poi  balleremo tutti  insieme , chissà, forse dopo che sarà costruita la dance pista e dopo che tutti questi altissimi sgabelli svedesi, su cui siamo tutti egualmente allineati dai piedi all’aria, si saranno scalcinati per le percosse che questi fianchi gli infliggono sotto i decibel di quello straordinario fenomeno acustico dell’house music.La tempestività a Sani è roba di pasticceri, in questa sezione di vendita sono operanti leggi di immediatezza e vivace sollecitudine, i biscotti che compro a mezzanotte inoltrata per la colazione di domani mattina, li devo assaggiare tutti e subito, qui, in pasticceria col pasticciere .Segue discussione animata, -a me i biscotti ora non mi vanno, ma mi va di ballare, se balli –gli dico-mangio i biscotti -alla marmellata e alle mandorle e al miele dopo il sarago alla brace. Meno male non ha accettato.Le tabaccherie invece, sono luoghi di libertà, le tabaccaie, solo donne, corpulente e prosperose, sfogliano elegantemente noncuranti , la dispensa dei fumi e con garbo ti invitano a rimanere lì, al fresco del loro grande ventilatore, a guardare un po’ di tv con loro magari mentre scegli il gusto dello spray antizanzare che più si addice al tuo tabacco.  Ma questo mi piace, allora compro una rivista e anche un cd e fumo una sigaretta al profumo di ulivo mentre lancio uno sguardo alla tv, adesso c’è un cantautore, e magari più tardi faremo quattro salti, una segreta e appassionata milonga nel chiaroscuro di una tabaccheria greca, illanguidita dalla brezza retrò di un grande aeratore. 

Emiliana Chiarolanza


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